Perché non insegnare inglese ai bambini


Certo che detto così, da una laureata in lingue, fa anche un po' ridere. 
"Ma perché non parli inglese alle tue bambine?" E' la domanda che mi sento rivolgere in continuazione da parenti, amici, conoscenti e sconosciuti di turno. 

Sputo subito fuori il rospo: non trovo giusto che dei genitori italiani parlino inglese in casa per far diventare bilingui i propri figli. Ammesso e non concesso che la conoscenza della lingua sia eccelsa, come la mettete con il bambinese? 
Bibi, vieni dalla mami. Ti sei fatto la bua? Bacino e passa tutto. 
E se non sapete come fare e chiedete a Google Translator. Ecco il risultato che non è propriamente British English. 
Bibi, come from mami. You made the boo-boo? Basin and passes everything. 

Scherzi a parte, ci sono una serie di considerazioni che ho fatto nello scegliere di non parlare inglese alle orsette: 

Lingua è affettività. Attraverso il linguaggio trasmettiamo emozioni e affetto. Io non penso di essere in grado di trasmettere il mio affetto in modo spontaneo in una lingua diversa dall'italiano. (Forse solo il dialetto in alcuni casi potrebbe essere equivalente o addirittura superiore). 
Lingua è cultura.  Una lingua è indissolubilmente legata alla sua cultura. Parlare una lingua senza far parte di quella cultura vuol dire snaturarla, presentarla in maniera incompleta, sfalsarla. 
Lingua è musicalità. Le parole compongono le frasi proprio come i suoni compongono una melodia. Una melodia per essere corretta deve avere la giusta successione di note ma deve anche essere ben suonata. Perciò, per quanto la mia pronuncia sia corretta, non avrà mai il giusto suono, quello originale. 
E cosa più importante la mamma è una mamma e non una maestra. Lascio volentieri il compito di insegnare in maniera sistematica la lingua a chi ha questo ruolo. 

Quello che faccio a casa è tentare di esporre il più possibile le orsette alla lingua inglese attraverso "materiale originale": canzoni, cartoni, filastrocche, libri, internet... ma magari di questo parlerlò più approfonditamente in un altro post. Nel frattempo potete dare un'occhiata ai libri in inglese che ho già recensito.

Sempre sul tema
Come insegnare inglese nella scuola dell'infanzia
Inglese come? Aneddoti 

34 commenti:

  1. mi piace leggere questo punto di vista...non avrei mai pensato a questi aspetti riferiti da chi l'inglese lo ha studiato bene....

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    1. grazie! Naturalmente è la mia personale opinione!

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  2. Grazie dello spunto! Trovo interessante l'aspetto dell' "esposizione" ai materiali originali. E' la modalità di accesso più spontanea e creativa che permette lo sviluppo di intelligenze plastiche e interessanti , no per forza performative.

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    1. Hai colto nel segno: la pressione da risultato che c'è a scuola è assolutamente deleteria e inibisce un apprendimento spontaneo della lingua!

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  3. Ciao mamma orsa, da italiani in sudtirol ci siamo avventurati in un avventura bilingue con i nostri pargoli, il papà parla con loro in tedesco. È una bella impresa fatta di canzoni, giochi, teatro e filastrocche ma al momento funziona, la più grande andrà alla scuola tedesca... Ma il contesto territoriale devo dire fa tanto. Le tue bimbe son fortunate ad avere una super mamma che parla bene inglese e per la nostra piccola esperienza, una nuova lingua si impara solo divertendosi!

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    1. Se anche noi vivessimo in un contesto bilingue come il vostro non avrei esitato. State dando una grandissima opportunità ai vostri bambini. E non c'è niente di puù importante del divertimento dell'apprendere, soprattutto in tenera età.

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  4. prima che nascesse il pupo ho seriamente pensato se valesse la pena parlagli in inglese perchè lo parlo abbastanza bene. Poi però mi son resa conto di quanto mi sappia innaturale! Per cui ho desistito, preferendo aspettare e proporre altre attività!

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    1. Meglio essere spontanei... e l'inglese avranno modo di impararlo!

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  5. Tempo fa mi fece lo stesso ragionamento una mamma miaamica che di lavoro insegna l'inglese nelle scuole d'infanzia...sono d'accordo al 100%!
    Se si chiama lingua "madre" un motivo c'è!!

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    1. Questo post mi è piaciuto davvero molto! Uno dei migliori che ho letto questo settimana! L'ho scritto anche qui!!

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    2. Grazie mille! Ora faccio subito un salto da te per leggere gli altri top of the post!

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  6. Condivido in pieno ciò che dici anche se riconosco l'importanza di imparare l'inglese fin da piccoli e forse l'offerta di insegnamento negli asili e nelle scuole non e' sufficiente.

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    1. Iniziare da piccoli è fondamentale ma c'è modo e modo. Le scuole dell'infanzia utilizzano metodi più innovativi e naturali della scuola primaria, dove invece prevale già un approccio "scolastico" improntato sull'acquisizione di conoscenze.

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  7. Concordo pienamente con te!
    Parlare in inglese ai nostri bambini non ha senso. Noi viviamo in Kuwait da tre anni, i bambini frequentano scuole inglesi e per aiutarli con la lingua all'inizio gli parlocchiavo in inglese ma mi sono resa conto che era peggio. La nostra pronuncia non è quella di un inglese madrelingua, il mio vocabolario non ampio e spesso mi ritrovavo a dire concetti sbagliati. Oggi io parlo italiano in casa e loro mi insegnano l'inglese!
    Meglio limitarsi ad insegnare la nostra lingua madre!

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    1. Wow in kuwait, chissà che esperienza! Grazie per la testimonianza!

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  8. Quando è nata la mia piccola anch'io pensavo di parlarle in inglese, e i primi tempi l'ho fatto. Ma che fatica! A essere sincera, mi sentivo un po' ridicola... e molto poco naturale. Quindi l'ho presto abbandonato, limitandomi a cantare, leggere e guardare con lei cartoni in inglese. E lei ama molto i nostri momenti inglesi, soprattutto le canzoncine le preferisce in inglese.

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    1. stesse sensazioni che proverei io se parlassi inglese alle orsette. Ottima idea i cartoni, a cui potrai aggiungere altre attività mano a mano che la tua bimba crescerà.

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  9. non avevo mai pensato a questo punto di vista..
    forse hai ragione...
    stavo cercando un piccolo corso per il mio bambino, ma magari apsettoun pò :)
    se ti va i passare da me...

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    1. non sono contraria a dei corsi specifici per bambini, anzi ci sono dei metodi veramente innovativi: hocus&lotus, Pingu, Helen Doron...

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  10. Noi viviamo in una realtà che bilingue non è più tanto (almeno non come il sudtirol) ma che cerca di esserlo e quindi mio marito ha deciso di parlare sempre francese con il nano. Ovviamente disponiamo di biblioteche pubbliche bilingue e anche alla materna, dal prossimo anno, sono previsti momenti in francese.tv non ne guardiamo proprio, in pratica, però volendo abbiamo anche i canali francesi.
    All'Alpmarito viene naturale e se gli manca qualche vocabolo, corre a cercarlo sul vocabolario. Il nano risponde in italiano e non insistiamo però capisce tutto.
    Forse non è utile come l'inglese, però avevo letto che imparare una seconda lingua fin da piccoli (fosse anche un dialetto completo) crea una forma mentale che predispone al l'apprendimento di altre, quindi proviamo.

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    1. Se a tuo marito risulta spontaneo parlare in francese, perché no! :-) Per quanto riguarda l'apprendimento della lingua in età precoce hai assolutamente ragione. Il cervello sviluppa l'area del linguaggio nella fascia d'età 0-5 e tutti gli input linguistici che il bambino riceve lo aiutano a sviluppare delle metacompetenze (così si chiamano in linguistica) che lo faciliteranno nell'apprendimento in quel settore. Il dialetto come nel nostro caso, funziona proprio come una seconda lingua (noi non lo parliamo in casa ma viviamo in un contesto bilingue in questo senso!)

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  11. Con un marito straniero che parla correttamente e allo stesso livello 4 lingue non sai in quanti mi chiedono xchè mio figlio parla solo italiano ... Lui risponde semplicemente "negli ultimi 20 anni è questa la lingua che sento più mia e non mi viene da parlarne altre con il piccolo" xchè forse, come dici tu, è anche una questione di affettivitá ...
    Inoltre sono convinta che se uno vuole imparare altre lingue ha tutta la vitace mille occasioni x farlo!

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    1. certo che è proprio un peccato con un marito che sa addirittura 4 lingue però ha ragione lui perché se non se la sente sarebbe una forzatura. Ed è assolutamente vero che oramai i nostri bambini hanno mille occasioni per imparare una lingua straniera.

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  12. Bravissima! Io ho frequentato il liceo linguistico e, pur comprendendo l'importanza delle lingue, non approvo minimamente gli estremismi di certi genitori che - a tutti i costi - vogliono far imparare ai bambini (già alla scuola materna) una lingua straniera. Ma il senso quale sarebbe? Certi non parlano neppure l'italiano!!!! E poi, anche nelle scuole, tutti alla corsa sfrenata della scuola bilingue o trilingue! Ti sei domandata quante ore rimangono per la lingua italiana? Ai miei tempi ti massacravano on la grammatica, però quando sono andata al liceo io non ho avuto problemi, quelli che non sapevamo neppure fare l'analisi grammaticale, al primo tema di tedesco, sono caduti come una pera cotta! Se non ci sono le basi, non si va da nessuna parte! Il tempo per imparare la lingua straniera c'è sempre, l'abbiamo imparata pure noi (e non certo a tre anni!). Ci sono i corsi extra scuola, ci sono le vacanze all'estero, le opportunità sono tantissime. Ma la nostra lingua, tanto vituperata, chi te la insegna più?

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    1. cara Federica, hai colpito nel segno! Conoscere l'italiano è fondamentale. Se non si conoscono a fondo i meccanismi della propria lingua madre è impossibile apprendere una lingua straniera!

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  13. Belle considerazioni! Trovo che tu abbia ragione. Magari si potrebbe giocare una mezzoretta al giorno ad imaparare l'inglese anziché utilizzarlo per parlare nel quotidiano. Dei cartoni in Inglese cosa ne pensi? Io personalmente parlo Inglese essendo figlia di mamma Inglese, e la tv é sempre in Inglese. Ciao e complimenti per il blog!

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  14. Grazie per i complimenti. I cartoni in inglese vanno benissimo perché sono vicini al linguaggio dei bambini. Bisognerebbe però scegliere un cartone e farlo vedere solo in inglese. Mi spiego meglio. Su rai yoyo trasmettono lo stesso episodio di Peppa Pig 3 volte: in italiano, in inglese con narrazione italiana e totalmente in inglese. Una bella idea (trasmettere in inglese) si è trasformata in un'assurdità. Lo stesso espisodio 3 volte?!?! Così si sottolinea ai bambini la differenza della lingua e loro non apprezzano i cambiamenti. Orsetta mi dice sempre "in inglese no!". Consiglio dunque di scegliere un cartone animato e guardarlo solo ed esclusivamente in inglese così i bambini penseranno che quel determinato personaggio parla così!

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  15. Sono d'accordo in parte, la parte su cui non sono d'accordo è "avranno tempo di impararlo", perchè a mio parere la finestra della prima infanzia ha potenzialità che diminuiscono col tempo. Invece sul bilinguismo forzato sono d'accordo, soprattutto per la riflessione sull'affettività: la lingua che parla mamma è la lingua degli affetti. Noi abbiamo trovato un compromesso: in passato siamo anche stati un po' all'estero e quindi le chiacchere e i giochi in inglese, insieme a moltissime letture e cartoni solo in inglese (a me piacciono i disegni di Lauren Child, quindi ho scelto Charlie&Lola, non ho la TV, li abbiamo guardati e letti solo in lingua originale e a volte anche Peppa Pig, che tra l'altro tradotto perde molto). Era decisamente più facile sotto i tre, ora potendo scegliere e avendo anche l'impegno della scuola questo spazio si è contratto, ma lei ha un'ottima pronuncia e conto si diverta sempre a parlare in inglese...

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    1. ciao Cì! E' vero che la finestra per l'apprendimento delle lingue raggiunge il suo apice fra i 2 e i 5 anni circa. Quello che intendevo dire è che non bisogna farne una malattia. Ogni famiglia può avere le sue priorità nell'educazione (sport, musica, inglese, niente...). Mi viene in mente a tal proposito la canzone "le tagliatelle di nonna Pina":
      ma intanto mi hanno iscritto anche a un corso di kong fu
      sfruttando l'ora buca fra chitarra e ciclo cross...
      Scherzi a parte, secondo me è ottima la soluzione che avete trovato! Ci vuole un giusto compromesso tra gioco e apprendimento.

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  16. ciao eccomi presente all ' appello. quello che scrivi nel post e tutto vero e lo condivido. il mio pensiero a riguardo e molto semplice. io non insegno inglese a mia figlia con regole, esercizi e libri. quello non lo faccio neanche con I miei studenti nei limiti del possibile. grazie a letizia di BpG ho capito che devo trasmettere in primo luogo la passione per la lingua ed in secondo luogo farlo nel modo piu semplice e naturale possibile attraverso il gioco, le emozioni, I bisogni. certo non sono madrelingua e mia figlia a 5 anni non parla fluentemente l inglese. ma sentirla cantare dalla cucina canzoncine in inglese cosi come le canta in italiano per me e una soddisfazione e una gioia. io non lo impongo, ma le offro stimoli e strumenti. cosi come le ho trasmesso l italiano cerco di trasmetterle l inglese. cominciando dalle paroline semplici alle frasi sempre piu complesse. I supporti in lingua originale, audio, video, cartacei non mancano. essere bilingui non significa necessariamente parlare correttamente due lingue, ma innanzitutti aprire la mente a due canali diversi di comunicazione che possono incrociarsi, a volte soprapporsi o non incontrarsi per lungo tempo. scusa se mi sono dilungata e se mancano accenti ed apostrofi. non li ho sulla tastiera dell cell.

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  17. ciao! La tua idea di bilinguismo si avvicina proprio tanto anche alla mia : essere bilingui non significa necessariamente parlare correttamente due lingue, ma innanzitutti aprire la mente a due canali diversi di comunicazione..." . Io mi scaglio contro chi fa del bilinguismo un fatto di studio delle regole! Altra cosa bella che hai scritto: "offrire stimoli e strumenti". Verissimo per l'inglese e per tutto dalla musica, allo sport, all'educazione in generale! grazie del commento!!!

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  18. Eccomi a commentare! Non posso che concordare con te, quello che intendevo raccontare nel mio post sull'apprendere una lingua straniera da piccoli (http://mammasfigata.com/2015/02/17/bilingue-si-o-no-come-simpara-una-lingua-da-piccoli/ era un certo tipo di approccio alla lingua, ovvero la possibilità di comprendere fin da piccoli che esistono altri suoni e nomi per le cose. Quindi un'apertura mentale verso le altre lingue e non tanto un apprendimento precoce. Sono d'accordo sul fatto che se una lingua non ti appartiene non sei tu a doverla insegnare, infatti io non mi sognerei mai di parlare in inglese o in francese ai miei figli, se non in momenti di gioco specifici o guardando alcuni cartoni animati. Mi paiono francamente assurde, invece, tutte queste remore nell'inserimento delle lingue fin dal nido, io sarei contenta se ci fossero dei momenti di gioco/relazione solo in inglese o in un'altra lingua :)

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    1. Grazie per aver espresso la tua opinione e avermi fatto rispolverare questo argomento ˆ_ˆ

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